Un’Assemblea d’istituto sulla sensibilizzazione all’impatto ambientale

 

IMG-20190512-WA0004(di Riccardo Polidoro e Marco Procaccini)

3 Maggio 2019 – Son finite le vacanze, il giorno prima s’è tornati a scuola, si apre un venerdì che sa tanto di “giorno di vacanza extra”, col tempo ideale e una fresca aria di mare… Già, il mare! Molti studenti del Liceo Mercalli entrano a scuola per partecipare all’ultima Assemblea d’Istituto dell’anno, con Gabriele Procaccini, biologo marino ricercatore alla SZN, come ospite esterno per parlare dell’impatto ambientale provocato dai rifiuti gettati in mare.
Per poter dare una spiegazione sufficientemente globale ma non eccessivamente specifica e settoriale, il dottore ha esposto un percorso a tappe che, partendo dal mare, dalle sue origini e dall’evoluzione della vita (che, come si sa, è nata proprio negli oceani) è arrivato alla problematica dell’impatto ambientale e del cambiamento climatico: ogni piccola modifica del (fragilissimo) equilibrio dell’ecosistema può provocare una reazione a catena che porterebbe a esiti anche catastrofici.

In primo luogo ci è stato spiegato come sono strutturati gli oceani e come alcuni cambiamenti anche minimi della salinità o della temperatura dell’acqua in certe regioni abbiano portato a grandi modifiche delle conformazioni biologiche di alcune regioni (si veda, come esempio, la progressiva morte delle barriere coralline).
Successivamente, son state esposte le principali cause antropiche dell’inquinamento ambientale marino, individuate nell’emissione eccessiva di gas serra, negli stabilimenti balneari, nella pesca intensiva e nei rifiuti; sorprendentemente, è stato anche specificato che le buste di plastica “biodegradabile” non sembrano essere ciò che si pensava fossero: non si decompongono totalmente, bensì si scompongono in “microplastiche” che, una volta ingerite dagli organismi marini, e non potendo essere digerite, rischiano di finire in tavola assieme al pescato.
Successivamente, sono state indirizzate diverse domande al dott. Procaccini circa il suo lavoro come ricercatore e i vari progetti di ricerca in corso.
In particolare, uno dei quesiti presentati verteva sull’attuale situazione di Bagnoli, che magari non tutti sanno essere stata distrutta a causa dell’impatto umano (principalmente per lo scarico di metalli pesanti e radioattivi da parte delle industrie a partire dall’inizio del secolo scorso fino agli anni ’80-’90 e per la costruzione di barriere architettoniche che alterano il normale ciclo naturale, facendo in modo da accelerare il suo percorso di decadimento).
Attualmente è in atto un progetto di recupero della zona, finanziato dal MIUR, che si occupa della valutazione dello stato dell’ambiente volto alla possibilità di restauro della baia. Si spera che il progetto vada a buon fine, in modo da poter restituire alla città un’area marina degna di tale nome.

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