
L’anno scolastico 2018-19 ha visto nascere al Liceo Mercalli un progetto di alternanza scuola-lavoro di durata biennale sul tema del cambiamento climatico (d’ora in avanti c.c.), che è stato elaborato a partire da un confronto fra la scuola e il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II (DiARC) in partenariato con l’Environmental Humanities Laboratory (EHL) del Politecnico di Stoccolma.
L’alternanza (tutor interno prof. arch. E. Vetromile, tutor esterno prof. arch. M. F. Palestino, collaboratore arch. S. Quagliano), è nata dall’idea che la scuola potesse diventare un interlocutore prezioso per la ricerca Occupy Climate Change, guidata dall’EHL nell’ambito di un programma nazionale finanziato dallo Swedish Research Council for Sustainable Development.
Poiché fra i casi-studio di Occupy Climate Change, oltre alle città di Malmo, Rio de Janeiro, New York e Istanbul c’è anche Napoli, il liceo Mercalli è stato invitato a fare parte, con i docenti e gli studenti della classe terza I, di un “collettivo ibrido di ricercatori” che sono stati coinvolti nella sfida di misurare come il tema del c.c. stia facendo breccia nella società civile, nell’associazionismo e fra i movimenti ambientali.
Con l’intento di costruire un percorso di apprendimento mirato a sensibilizzare gli studenti, mettendoli di fronte alla dimensione al tempo stesso globale e locale delle dinamiche climatiche, si è deciso di sperimentare un percorso di avvicinamento graduale al tema. Lo si è fatto, prima di tutto, con l’intento formativo di rendere gli studenti protagonisti attivi della questione ambientale, attraverso la conduzione di un sondaggio volto a misurare la percezione del c. c. su un campione di cento cittadini napoletani intervistati somministrando un questionario in sette domande.
Il lavoro, iniziato a dicembre 2018 con una lezione introduttiva del direttore dell’EHL, prof. Marco Armiero, si è concluso a fine maggio e riprenderà nell’autunno 2019 con la seconda annualità.

(Lezione sul Cambiamento Climatico di Marco Armiero EHL in Aula Magna del Liceo Mercalli)
L’esito non previsto della mobilitazione globale Fridays for Future, nata per supportare le proteste della quindicenne svedese Greta Thunberg, ha offerto un’eccezionale occasione generazionale per accendere l’interesse dei ragazzi di terza I che, venuti al corrente delle iniziative di mobilitazione in preparazione a Napoli nel corso della primavera, hanno spontaneamente deciso di partecipare – sebbene non in massa – alla manifestazione cittadina dello sciopero per il clima organizzata per il 15 marzo. Il percorso di alternanza, a questo punto, è andato anche oltre l’impegno scolastico per coloro che hanno deciso di fare entrare il tema nella sfera degli interessi personali partecipando a incontri, manifestazioni e assemblee al di fuori delle ore programmate di alternanza. Quest’ultima è stata scadenzata in sette incontri laboratoriali e una serie di ulteriori interazioni a distanza fra studenti e docenti.

(Lezione con la 3I al Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II)
Nell’incontro conclusivo, tenutosi al DiARC il 22 maggio 2019, i tutor hanno preso atto, insieme agli studenti, dell’invito rivolto dal movimento Fridays for Future alle scuole affinchè aderiscano all’emergenza climatica. Sono state inoltre raccolte le proposte e le sollecitazioni dei ragazzi su come proseguire il percorso dell’alternanza nel prossimo anno.
Ecco alcuni dei suggerimenti emersi:
La nostra classe potrebbe realizzare uno o più cortometraggi, in modo da sensibilizzare prima di tutto gli studenti del Mercalli e poi, con i sottotitoli in inglese, raggiungere gli altri ragazzi coinvolti nella ricerca Occupy Climate Change. Una volta reso pubblico il nostro lavoro potrebbe essere più facile ottenere l’appoggio delle istituzioni per progetti come la costruzione di un orto.
Anna Galano
La mia proposta è piantare alberi nella scuola, promuovere l’informazione con appositi incontri che coinvolgano tutti gli studenti, ridurre l’uso della carta sostituendo i libri cartacei con quelli digitali.
Serena de Falco
Potremmo creare un sito web in sostituzione del giornalino della scuola che è anche uno “spreco” di carta. Potremmo anche ottenere un colloquio con una persona di spicco che, proprio come noi, sta impegnandosi per risolvere questa problematica. Infine potremmo rendere la nostra scuola un posto green creando una zona verde sul tetto o nel cortile, cominciando col dare un esempio.
Gaia Fumo
Si potrebbe creare una rivista online trimestrale gestita dagli studenti in cui pubblicare informazioni, dibattiti, dati, ricerche scientifiche, interviste a specialisti, aggiornamenti, approfondimenti e iniziative sul tema ambientale.
Vittorio Abbisogno
Dovremmo stimolare le persone ad agire per combattere il cambiamento climatico.
Luisa Somma
Ci siamo resi conto che il cambiamento climatico riguarda le vite di tutti noi ed è per la nostra generazione una delle sfide più significative. E’ molto importante essere informati, ma è ancora più importante agire per affrontare in qualche modo il problema. Per l’anno prossimo adotterei spazi verdi abbandonati, organizzerei aule ove studiare all’aperto, progetterei un piccolo ecosistema con fondi ricavabili da iniziative da noi studenti, collaborerei con Legambiente e WWF per protegger la fauna in pericolo.
Chiara Verrone
Un’ottima idea per comunicare il nostro progetto potrebbe essere un filmato con piccoli discorsi fatti da noi ragazzi o anche da persone prese a campione: insomma una sorta di intervista registrata. Potremmo parlare con la preside per rendere il liceo “green” a partire dall’idea di avere fontanelle per riempire le borracce, oppure di organizzare un’area verde a scuola.
Alessandra Todisco
Tradurrei il nostro report in altre lingue per comunicare con culture diverse, ascoltare altri punti di vista, condividere idee e, magari, lo trasformerei in un video da condividere sui social network.
Ginevra Pagano
Secondo il campione intervistato, a Napoli c’è bisogno di incrementare i trasporti pubblici e gli alberi nei parchi. Questo ci fa comprendere che i trasporti pubblici sono inadeguati e i parchi non sono mantenuti per mancanza di fondi. Potremmo, quindi, organizzare un progetto ambientale per migliorare le condizioni della Villa Comunale chiedendo alle persone un contributo per nuove piante e alberi.
Ilaria Giusti

