Carta Vergine, sarà utile per l’ambiente?

Uno dei principali problemi ambientali del mondo contemporaneo è la deforestazione, ossia la riduzione delle aree verdi naturali della Terra causata dallo sfruttamento eccessivo delle foreste.

Alla base della deforestazione possiamo considerare causa di questo fenomeno l’uso eccessivo di carta, poiché la materia prima utilizzata per la sua produzione proviene prevalentemente dal legno, la fonte di cellulosa più disponibile in natura.

Quando si parla di carta, esistono diverse definizioni che non sempre sono comprese da tutti e che possono creare parecchia confusione fra carta ricavata da cellulosa (come la carta FSC) e riciclo. La carta bianca non è l’unica a provenire dagli alberi e, di conseguenza, esistono tipologie di carta che, pur essendo diverse da quella bianca, possono anch’esse provenire dalla cellulosa.

Una prima distinzione che può essere attuata è quella tra la carta vergine e la carta riciclata.

La carta vergine è una carta che deriva direttamente dall’albero. Una carta prodotta con pura cellulosa vergine non riciclata proveniente da foreste certificate sottoposte a una gestione responsabile e trattata per ottenere ottime qualità di resistenza agli alimenti umidi. Grazie alla sua elevata impermeabilità all’acqua, diventa la soluzione ideale per un perfetto e sicuro imballaggio per avvolgere alimenti umidi quali pesce, carne.

La carta riciclata è prodotta utilizzando la carta da macero ( carta, cartone ). La produzione della carta riciclata si basa sulla raccolta, lavorazione e riciclaggio dei prodotti di carta al termine del loro ciclo di prodotto. 

Il vantaggio più evidente della carta riciclata rispetto a quella vergine risiede negli impatti evitati relativi al taglio di legno vergine da foresta per produrre polpa ed alle conseguenti operazioni di raccolta, trasporto e lavorazioni preliminari. In un’ottica più ampia bisogna anche considerare che il taglio di nuovi alberi genera, in ogni caso, impatti a valle nella catena produttiva, sia che la foresta sia gestita in modo sostenibile (attività di riforestazione, gestione e manutenzione boschiva), sia che essa non lo sia (perdita di biodiversità e di sink forestali in grado di sequestrare CO2 dall’atmosfera).

 Negli ultimi anni si è assistito ad un importante incremento nella diffusione di marchi riguardanti la sostenibilità della gestione forestale (SFM – Sustainable Forestry Management).

Tali marchi, tra i più noti l’FSC (Forest Stewardship Council) e PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certificato schemes), consistono in una serie di principi e criteri che devono essere soddisfatti per potersi forgiare del rispettivo logo, ed identificano prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo precisi standard ambientali (ecologici), sociali ed economici.

Tuttavia il possesso di un simile riconoscimento nulla dice, in termini di ciclo di vita, sui reali impatti relativi alle produzione di polpa e di carta, poiché i requisiti imposti dallo schema sono riferiti soltanto alla fase di gestione forestale e del successivo utilizzo di legno certificato e/o riciclato all’interno della filiera produttiva. Tali criteri non riguardano le fasi di produzione dei beni finali (es: carta, mobili, coperture, isolanti, ecc…) e non impongono alcun tipo di restrizione relativamente all’utilizzo di energia, di acqua o alle emissioni di CO2 in atmosfera.

Da queste considerazioni, quindi, è possibile concludere che l’accreditamento con marchi di gestione forestale non influisce sostanzialmente sulla riduzione degli impatti ambientali di un prodotto in merito agli indicatori ambientali comunemente utilizzati nel corso di analisi LCA (carbon footprint, consumo di risorse, ecc…).

[Questo post è collegato alla mappa interattiva sviluppata nella Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti 2019].

Autori: Maria Sole Albergo, Ginevra Boscaino, Umberto Ferrara Minolfi, Marco Vasquez, Classe 1H, Prof.ssa Rosanna Esposito.

Fonti: http://www.studiolce.it/data/files/Carta-2010.pdf

[Questo post è collegato alla mappa interattiva sviluppata nella Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti 2019].

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