
Il Quinto Sciopero Globale per il Clima si è svolto il 24 aprile 2020 in modalità virtuale. Non potevamo tenerci per mano nelle piazze, però oggi era forse ancora più ferma la consapevolezza che indietro non si torna perché quella di prima non era la normalità.
Il Pianeta Terra sta, per colpa nostra, prendendo una strada che non ci consentirà di sopravvivere se non cambiamo il nostro modo di vivere. Non si tratta più di parlare di “scelte green”: la sopravvivenza non è questione di moda: è una necessità.
Il legame tra il riscaldamento globale e lo spostamento di alcune specie animali a più stretto contatto con l’uomo e quello ipotizzato in modo sempre più concreto tra il particolato dovuto all’inquinamento atmosferico e la diffusione del covid-19 ci mettono davanti all’urgenza di cambiare, presto. Da novembre nella mappa del cambiamento climatico avevamo iniziato a visualizzare alcune di queste correlazioni, ma mai ci saremmo aspettati che tutto questo ci sarebbe caduto addosso così presto.
I Teachers For Future si propongono di informarsi e informare, in particolare, ora. Oggi hanno proposto qualcosa in cui ora, sì, ci piacerebbe fare, presto, un passo indietro: tornare alla scuola della vicinanza. La didattica a distanza è stata una stupefacente soluzione, molto impegnativa ma anche ricca di inattesi risvolti. Tuttavia tale deve restare: una resistenza in tempi di emergenza. È stata pertanto proposta un’ora di disconnessione prima delle attività dei Fridays For Future ( http://www.ritornoalfuturo.org #digitalstrike #ritornoalfuturo )
Anche nelle classi del Liceo Scientifico G.Mercalli di Napoli perciò alle ore 9 i ragazzi hanno preso un libro e si sono avvicinati, disconnessi, al punto della loro casa più vicino alla Natura, con l’auspicio di ritornare, qui, alla vita di prima. Con nuovi modi e nuove consapevolezze.
Pubblichiamo le foto degli alunni della 1E
e della 1B.
(Giovanni Caiffa, Davide Cricri, Alessio Castaldi – Un mondo da capovolgere e Letture apocalittiche in un orto cittadino)
La 3H nei giorni scorsi ha raccontato i propri pensieri in occasione del 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra, in questo video: la natura è un conforto per l’uomo. Lo dice la scienza, lo dice la letteratura. Di fronte ad un disagio esistenziale, ci si rivolge al mare, alla luna, all’infinito. I ragazzi hanno immaginato interminati spazi e sovraumani silenzi come sottofondo alle loro riflessioni e alle loro speranze per il prossimo futuro. La natura ci sostiene. L’ha sempre fatto. Tendiamole la mano e promettiamole rispetto.

