Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato in varie parti del mondo un collegamento tra effetti a breve termine delle elevate temperature e la salute della popolazione soprattutto quella dei soggetti considerati “a maggior rischio”. In particolare, è stato osservato che il rischio di mortalità aumenta mediamente dell’1% al 3% per un aumento di 1°C della temperatura dell’aria oltre una specifica soglia. Quest’ultima è generalmente più elevata nelle località più vicine all’equatore.
In ambiente urbano l’effetto termico è amplificato dal tipico fenomeno di origine antropica noto con il termine di “Isola di calore urbana” (dall’inglese Urban Heat Island). Tale fenomeno, caratterizzato da aree urbane cittadine molto più calde rispetto a quelle periferiche o rurali circostanti, è determinato dal maggiore accumulo di calore durante il periodo diurno (favorito soprattutto dall’eccessiva cementificazione ed elevata presenza di superfici asfaltate nelle città) e dal successivo rilascio di calore durante la notte per irraggiamento. Infatti è proprio durante le ore notturne che il fenomeno dell’isola del calore è particolarmente intenso, con differenze tra le zone centrali e rurali che, nelle nostre città, possono anche essere superiori ai 5°C. In città di grandi dimensioni tali differenze possono essere anche più marcate, superando i 10°C.
In conseguenza al fenomeno del riscaldamento globale (global warming), forti impatti del caldo sono previsti nelle aree urbane. Attualmente, circa il 70% della popolazione italiana risiede in aree urbane ed entro il 2050 raggiungeremo l’80%. Secondo stime recenti, entro il 2050, circa un terzo della popolazione italiana sarà rappresentata da soggetti anziani (di età superiore a 65 anni), quindi potenzialmente più vulnerabili all’effetto del caldo.
In Città Metropolitana di Napoli è stato presentato recentemente (convegno del 3/12/2019) il Progetto O.B.C. Ossigeno Bene Comune (approvato con la Delibera Sindacale n. 73 del 20 marzo 2019 della Città Metropolitana di Napoli)-
L’obiettivo è la messa a dimora di 3 milioni di alberi nell’area metropolitana per contrastare i cambiamenti climatici con una tecnologia vegetale capace di costruire benessere, migliorare la qualità dell’aria e della vita, riqualificare con il verde Napoli, le sue periferie, il suo territorio.
“Quello della Città Metropolitana -dice il Vicesindaco della CM Salvatore Pace- è un gesto di responsabilità che prende atto delle scadenze segnalate dalle Nazioni Unite: per limitare il superamento della soglia del riscaldamento globale di 1,5 gradi, cosa che ci porterebbe a disastri climatici drammatici, abbiamo solo 11 anni, fino al 2030, per limitare l’incremento del riscaldamento globale, e fino al 2050 per azzerare la produzione di CO2, causa precipua dell’effetto serra”.
“La Città Metropolitana”, afferma il Vicesindaco Pace, “farà da subito la sua parte chiedendo aiuto agli alberi, instancabili produttori di ossigeno, capaci di filtrare le polveri sottili, di abbassare la temperatura di due, tre gradi nei periodi più torridi. E di regalare bellezza”.
Un intervento facile, tempestivo, cui seguiranno altre modalità di resilienza. “Per trasformare questa crisi drammatica nell’inizio di un cambiamento di rotta, nella creazione di una nuova visione incentrata su una vera sostenibilità, ambientale e morale”
Autore:
Alessandra Corcione.
Classe: 2E
Prof.ssa F. Donaudy
Fonti:
https://www.cittametropolitana.na.it/-/progetto-ossigeno-bene-comune-o-b-c-
https://www.cittametropolitana.na.it/it_IT/-/la-strategia-degli-alberi
[Questo post è collegato alla mappa interattiva sviluppata nella Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti 2019].
