Qui al Mercalli differenziamo così

Il seguente testo, il cui titolo parafrasa il noto discorso dell’antica Atene, racconta non solo un’organizzazione pratica (e, ci auguriamo… democratica!) del nostro Liceo, ma anche i principi di eco-sostenibilità che vi si prova realizzare.
Il liceo Scientifico G.Mercalli di Napoli da qualche anno cerca di mettere in pratica i principi dello “sviluppo sostenibile” inteso dall’ONU come “soluzioni che soddisfino i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri” (Our Common Future, 1983).

Tali princìpi sono ribaditi nella recente “dichiarazione di emergenza climatica e ambientale” proclamata dal Liceo in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente (5/6/2019), in cui è stato annunciato un ulteriore passo in avanti verso il “riuso“, la campagna sull’acqua pubblica e sul plastic free attraverso la futura distribuzione di borracce, realizzata in occasione della SERR 2019.

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Poiché i ragazzi a scuola studiano le problematiche dell’inquinamento atmosferico, della deforestazione, dell’esaurimento delle fonti non rinnovabili, della misura dell’impronta ecologica, del sovrasfruttamento delle risorse della Terra, ne consegue che la scuola debba anche stimolarli e metterli in condizione di attuare questi principi attraverso comportamenti virtuosi e responsabili.
Pertanto, nel settore delle cosiddette “3R”, riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti, l’alunno non solo trova a scuola le attrezzature previste dalla legge per riciclare (attraverso la raccolta differenziata) ma anche e soprattutto riceve un’educazione alla pratica dell’ecosostenibilità.
Infatti l’alunno:
1. è parte attiva della creazione e del rifornimento della “banca del riuso per la differenziata di classe”: si tratta di uno scatolone conservato in sala prof in cui metterà, non acquistandole ma portandole da casa, buste usate, di carta per la differenziata della carta, di plastica (resistente e non-biodegradabile, vedi punto2) per la differenziata della plastica, e inoltre immagina anche nuovi oggetti da riusare (es. la scatola del gelato come portagessetti etc).
02 banca del riuso sala prof sede succursale
2. crea materiale comunicativo relativo all’ambito scolastico, come la nuova “piramide della sostenibilità” (adattata dall’originale della SERR al progetto buste-cestino) e la creazione delle etichette per le buste-cestino con indicazione di come differenziare correttamente il materiale presente nelle scuole. Tali etichette, realizzate dopo un’attenta documentazione usando l’app “dove lo butto” di Asia, si sono rivelate utili a chiarire alcuni dubbi anche di contesto non scolastico.
Ad es. il nuovo messaggio “anche sporchi purché vuoti” (dei consorzi nazionali CIAL e COREPLA per plastica e alluminio) “salva”, riciclandolo, anche il bicchierino sporco di caffè o cioccolata che spesso viene impropriamente conferito nel non-riciclabile (è per questo motivo che la busta-cestino della plastica deve essere resistente, in quanto non deve far colare eventuali residui e deve poter essere sciacquata di tanto in tanto per poter essere ulteriormente riusata).
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09 etichetta realizzata dagli alunni con i soli materiali presenti a scuola.png IMG-20180416-WA0007
ORGANICO
(organico per BAR e DISTRIBUTORE)
3. differenzia e quindi avvia al riciclo dall’aula carta, lattine e plastica, attraverso le due buste-cestino (riusa quindi, oltre a riciclare) appese agli attaccapanni (la posizione “alta” è psicologicamente e operativamente fondamentale) ed è responsabile del loro svuotamento negli appositi bidoncini bianchi e gialli con le ruote collocati ad ogni piano (forniti da Asia).
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4. comunica tra pari i “perché” civici e scientifici di riciclo e riuso, sensibilizzando le altre classi
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a) attraverso messaggi semplici (il titolo del progetto “Verso la differenziata.. e oltre!” cita uno dei supereroi di ToyStory), partendo dalla “piramide della sostenibilità” in cui riuso (nel nostro caso: le buste riusate come cestino) e riduzione a monte (nel nostro caso: il cestino che non abbiamo acquistato e che quindi non diventerà rifiuto) sono gesti ancor più eco-sostenibili del riciclo stesso (attraverso la raccolta differenziata);
b) focalizza poi l’importanza che questi semplici gesti hanno sia per limitare la deforestazione (riciclando la carta), sia per risparmiare le fonti energetiche non rinnovabili (i combustibili fossili usati per produrre la plastica non riciclata) e persino per contribuire simbolicamente a ridurre uno dei motivi principali delle guerre attuali (il petrolio);
c) infine, tale gesto è collegato alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, poiché contribuisce alla diminuzione della necessità di discariche e inceneritori, i quali invece tuttora accolgono il rifiuto “non-riciclabile” residuo contenuto nel loro cestino nero a terra, ossia tutto ciò che loro non “salveranno” attraverso il riciclo.
L’alunno comunicatore chiede alle classi di collaborare, inserendo due nominativi per classe, i “responsabili del riciclo”, che si facciano a loro volta tramite di iniziative, richieste e sensibilizzazione, sostenendo la classe nel concorso “Rici-Classe” (vedi punto 5).
5. partecipa al concorso annuale del liceo (“Rici-Classe”) premiato dal 2018 in istituto dall’Amministratore Unico di AsiaNapoli Francesco Iacotucci e da COREPLA (consorzio nazionale del riciclo della plastica).
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6. partecipa a concorsi sul tema eco-sostenibilità.
Il liceo Mercalli nel 2017-18 col progetto “Le buste-cestino, riuso e riciclo verso la differenziata… e oltre!” vince la sezione “Scuole” della SERR 2017, Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti ed è premiato
a) A Catania dalla Giuria nazionale SERR (13/4/2018)
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b)Nella Sala Giunta del Comune di Napoli dal Sindaco Luigi de Magistris e dagli Assessori all’Istruzione Annamaria Palmieri e all’Ambiente Raffaele del Giudice (4/5/2018).
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Nel 2018-19 il Liceo ha vinto la gara regionale Greengame Italia.
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In conclusione, la novità attuata nella riorganizzazione del Liceo Mercalli in materia di gestione dei rifiuti consiste nell’aver superato la visione di rifiuto come semplice problema di gestione di attrezzature a carico dei collaboratori scolastici.
Da tempo infatti differenziare è un obbligo per le scuole, come ulteriormente chiarito nell’ordinanza del Sindaco di Napoli (n. 662 del 07/09/2018, nota principalmente per l’inasprimento delle pene per i commercianti che non rispettano la differenziata): nelle strutture pubbliche e commerciali la differenziazione deve avvenire “già all’interno dei locali adibiti all’attività”.
Non solo un obbligo però: il ciclo dei rifiuti è un momento fondamentale della cosiddetta “economia circolare” e dell’eco-sostenibilità, ed è un tema non solo etico e civico quindi, ma rappresenta anche una concreta possibilità di sbocco lavorativo.
A scuola quindi il rifiuto da problema diventa momento educativo e formativo, in cui gli alunni si responsabilizzano rispetto a un comportamento che li rende cittadini consapevoli e che li aiuta a distinguere i concetti di “riciclo” e “eco-sostenibilità” da quello di “spazzatura”.
Attraverso la responsabilizzazione delle classi nel “salvare” carta e plastica avviandole al riciclo e sottraendole all’indifferenziato-nonriciclabile, anche gli stessi collaboratori scolastici si vedono restituito un ruolo diverso: prima di tutto il “cestino a terra” di cui si occupano non traboccherà più, poi troveranno le classi più ordinate e con meno rifiuti a terra e sotto i banchi, perché nella mente dei ragazzi si avvia un processo di attenzione al rifiuto, inoltre troveranno già differenziato il contenuto nei bidoncini di piano gialli e bianchi (dove i ragazzi svuoteranno le loro buste) che poi i collaboratori dovranno solo svuotare nei rispettivi contenitori più grandi forniti da Asia posti all’ingresso, e infine si sentiranno valorizzati nel nuovo ruolo di “giudici”.
Infatti la classe dal comportamento più virtuoso dal punto di vista eco-sostenibile, che vincerà il concorso “Rici-classe” a fine anno, premiata da gadgets e attestati, sarà scelta proprio dai collaboratori scolastici, in base a come questi troveranno l’aula a fine giornata non solo come ordine ma soprattutto come stato dei cestini a terra: saranno premiate le classi in cui il cestino a terra è privo di materiale riciclabile (carta, plastica, alluminio).
I collaboratori scolastici stanno diventando i più grandi sponsor di questo progetto.
Il progetto finora non si è focalizzato sulla frazione differenziata organica perché la scuola non ha mensa e quindi un solo bidone per l’organico si trova vicino al locale del bar scolastico.
La pagina del progetto:
ALTRI LINKS:
I vincitori di “classe riciclona 2107-18”:
Il Mercalli premiato a Catania per la SERR 2017:
e
Il Mercalli premiato al Comune di Napoli per la SERR 2017:
Greengame 2018:
Ordinanza sindacale n. 662 del 07/09/2018